Video · Medicina Regione Lazio, ottobre 2026

Perché il telefono «tiene» così tanto, e cosa c'entra con le truffe online

La rubrica Medicina Regione Lazio mi ha intervistato per otto minuti su una domanda che mi fanno spesso i genitori, e sempre più spesso le aziende: perché è così difficile posare il telefono, e perché le stesse persone che non lo posano cadono nelle truffe online. Le due cose hanno una radice comune, ed è quella di cui parlo nel video.

Il video si carica da YouTube solo quando premi play. Preferisci guardarlo lì? Apri su YouTube. Su Instagram c'è anche una clip di due minuti e mezzo.

Di cosa parlo nel video

Gli algoritmi dei social non studiano chi siamo: studiano come funzioniamo. Misurano cosa ci fa fermare, a che ora siamo più stanchi, quali contenuti ci fanno reagire, e usano queste informazioni per trattenere l'attenzione un po' più a lungo. Non è un complotto, è il modello di business: più restiamo, più valiamo.

La criminalità informatica ha capito la stessa cosa, e la usa nella direzione opposta. Le truffe che funzionano non sono quelle scritte male: sono quelle costruite su misura, che arrivano nel momento in cui siamo stanchi, di fretta o spaventati, e ci chiedono di decidere subito. Il meccanismo che ci tiene sullo schermo è lo stesso che ci fa cliccare dove non dovremmo.

Da qui due cose concrete, che valgono per un genitore come per un dirigente. Nessuna decisione importante nei momenti di stanchezza o di emergenza: se qualcuno chiede di fare in fretta, è il momento di rallentare. E imparare il linguaggio digitale di chi abbiamo davanti, soprattutto dei ragazzi: non si protegge quello che non si capisce.

Se sei un genitore

Il video spiega il meccanismo; cosa fare a casa lo trovi negli articoli per genitori di adolescenti, a partire da «Mio figlio è sempre al telefono» e le liti alla consegna del telefono.

Se lavori in un'azienda o in una scuola

Gli stessi temi li porto negli incontri di formazione: per le aziende, sul lato umano della sicurezza informatica, e per le scuole, con ragazzi, insegnanti e genitori.

Intervista realizzata dalla rubrica Medicina Regione Lazio (Esperti del Settore), pubblicata il 19 ottobre 2026.

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