Formazione per aziende

Il fattore umano della cybersecurity

La tecnologia difende i sistemi. Ma la maggior parte delle violazioni non passa da una falla tecnica: passa da una persona che, in buona fede, ha cliccato. Porto in azienda ciò che manca quasi sempre alla formazione sulla sicurezza — la parte psicologica: perché quel clic avviene, e come si può ridurre la probabilità che avvenga.

62%

delle violazioni analizzate coinvolge un elemento umano Verizon Data Breach Investigations Report 2026

Il punto cieco della formazione tradizionale

La security awareness classica è tecnica: insegna a controllare un indirizzo, a diffidare di un allegato, a verificare un mittente. Sono cose giuste e necessarie. Ma non spiegano il fatto centrale: le persone formate continuano a cliccare.

Il motivo è che un attacco di social engineering ben fatto non punta alle conoscenze. Punta a come funzioniamo: alla fretta, al rispetto per l'autorità, al timore di creare un problema, al desiderio di essere utili. Sono leve psicologiche, e vanno affrontate con strumenti psicologici.

→ Approfondimento: «Perché le persone cliccano — la psicologia del phishing»

I moduli

Perché le persone cliccano

I meccanismi psicologici sfruttati dal phishing e dal social engineering: urgenza, principio di autorità, reciprocità, paura di sbagliare. Come riconoscerli mentre agiscono su di noi.

Chi c'è dall'altra parte

Un identikit psicologico di chi attacca: come ragiona, come sceglie il bersaglio, perché non percepisce il danno che provoca. Conoscere l'avversario cambia il modo di difendersi.

L'errore, la fretta, la vergogna

Perché chi sbaglia spesso non lo segnala — e come una cultura che punisce l'errore allunga i tempi di risposta a un incidente. Cosa può fare concretamente l'organizzazione.

Modulo per il vertice

Versione dedicata a organi di amministrazione e dirigenza, in coerenza con l'art. 23 del D.lgs. 138/2024: rischio cyber, responsabilità e ruolo della leadership nella cultura della sicurezza.

Obblighi formativi e NIS2

Il D.lgs. 138/2024, che recepisce la direttiva NIS2, all'art. 23 comma 2 prevede una formazione specifica in materia di sicurezza informatica per gli organi di amministrazione e direzione, che rispondono personalmente dell'inadempimento. Le specifiche di base adottate dall'ACN con la determinazione n. 379907/2025 — che dal 15 gennaio 2026 ha abrogato e sostituito la precedente n. 164179/2025 — includono inoltre una misura dedicata a sensibilizzazione e formazione del personale, che richiede un piano formativo definito e documentato, l'indicazione dei contenuti erogati, il tracciamento del personale formato e le modalità di verifica dell'apprendimento. I termini di adeguamento dipendono dalla coorte di inserimento nell'elenco NIS: per i soggetti inseriti nel 2025 la scadenza è il 31 ottobre 2026, da cui prende avvio anche la fase ispettiva dell'ACN.

Al termine di ogni intervento rilascio attestato di partecipazione, elenco dei contenuti erogati e materiale utile alla documentazione formativa. Resta inteso che la valutazione della conformità complessiva compete all'azienda e ai suoi consulenti in materia.

Formazione finanziata

Le imprese versano già per legge lo 0,30% del monte salari ai fondi interprofessionali (Fondimpresa e gli altri fondi di categoria). Sono risorse accantonate che, se non utilizzate, si perdono: in molti casi possono coprire interamente l'intervento formativo. Vale la pena verificarlo con il proprio consulente del lavoro prima di considerare il costo.

Come si attiva

  1. Primo confronto per capire settore, ruoli e criticità percepite.
  2. Proposta su misura: moduli, durata, destinatari, modalità (presenza o remoto).
  3. Erogazione dell'intervento.
  4. Consegna di attestati e documentazione dei contenuti.

Gli interventi sono di natura formativa e organizzativa e non costituiscono attività clinica né psicoterapia.

Domande frequenti

In cosa è diversa da un normale corso di security awareness?

I corsi tradizionali spiegano cosa fare: riconoscere un mittente falso, controllare un link. Ma il phishing non fa leva sulle competenze tecniche: fa leva su urgenza, autorità, paura e fiducia. Questa formazione parte da lì, cioè dai meccanismi psicologici che rendono efficace l'inganno. È il pezzo che di solito manca.

La formazione è utile ai fini degli obblighi NIS2?

Sì. L'art. 23, comma 2 del D.lgs. 138/2024 prevede formazione specifica per gli organi di amministrazione e direzione, e le specifiche di base ACN (determinazione n. 379907/2025, applicabile dal 15 gennaio 2026) includono una misura dedicata a sensibilizzazione e formazione del personale, con piano formativo, contenuti documentati, tracciamento del personale formato e verifica dell'apprendimento. Al termine rilascio attestato di partecipazione e la documentazione utile. La valutazione di conformità resta naturalmente in capo all'azienda e ai suoi consulenti.

Quanto dura e a chi si rivolge?

Il modulo base è di mezza giornata (3-4 ore) e si rivolge a tutto il personale. Esiste una versione breve e mirata per organi di amministrazione e dirigenza, e una versione estesa a giornata intera con esercitazioni. Si eroga in presenza o da remoto.

Si può finanziare?

Nella maggior parte dei casi sì. Le aziende versano già per legge lo 0,30% del monte salari ai fondi interprofessionali (Fondimpresa e altri): sono risorse già accantonate che possono coprire la formazione. La verifica va fatta con il proprio consulente del lavoro o direttamente con il fondo di adesione.

Che competenze porti su questi temi?

Tre, e di solito stanno in tre persone diverse. Sul piano tecnico lavoro nella tecnologia dal 1986 e nella sicurezza dal 2015, e sono responsabile di un Laboratorio Accreditato di Prova presso l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN); sono inoltre consulente della Commissione parlamentare Antimafia per le attività legate al cybercrime, e sono intervenuto in televisione a «Lezioni di Mafia» (La7) con Nicola Gratteri e Antonio Nicaso. Sul piano normativo ho una laurea magistrale in giurisprudenza e collaboro con studi legali su tematiche aziendali: leggo direttamente le fonti, dal D.lgs. 138/2024 all'AI Act. Sul piano psicologico sono iscritto all'Albo, con un lavoro di ricerca in corso su un identikit psicologico dell'hacker. Il parere legale resta agli avvocati: io porto la lettura della norma, quella tecnica e quella del comportamento.

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